Lettera alla Costituzione. Con l’ultima lezione di Valerio Onida – Matteo Zuppi – Edizioni Dehoniane Bologna

Matteo Zuppi

Lettera alla Costituzione

Con l’ultima lezione di Valerio Onida

Dehoniane

Matteo Zuppi - Lettera alla Costituzione - Dehoniane

Descrizione

Scrivere alla «cara Costituzione» era stato per il cardinal Matteo Zuppi «un’occasione per sottolineare la necessità di ricostruire, nel pieno della pandemia, quel senso civico nazionale che, dopo la catastrofe bellica, aveva permesso di dare vita a un patto costituzionale sul quale è fondata la Repubblica» (dalla postfazione). Zuppi e Valerio Onida, con linguaggi diversi, il primo con una lettera, il secondo in un dialogo con gli studenti, avvertono sulla necessità di andare oltre la Costituzione per superare le anguste barriere nazionali, affidandosi a istituzioni sovranazionali in grado di perseguire un bene che sia davvero comune.

Sommario

Lettera alla Costituzione (Matteo Zuppi).  Domande sulla Costituzione (Valerio Onida).   Postfazione. Nota alla Lettera sulla Costituzione (Pierluigi Consorti).

Note sull’autore

Matteo Zuppi si è formato nella comunità di Sant’Egidio, prete dal 1981. Don Matteo viene incardinato a Roma dove diventa parroco e dal 2012 vescovo ausiliare. Arcivescovo di Bologna dal 2015, cardinale dal 2019. Il 24 giugno 2022 è eletto dai vescovi e nominato dal papa presidente della Conferenza episcopale italiana.

Valerio Onida (1936-2022) è stato giudice e presidente della Corte Costituzionale. Ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Milano, ha presieduto il comitato direttivo della Scuola superiore della magistratura, è stato presidente della Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII e dell’Istituto Parri.

Pierluigi Consorti, giurista, professore ordinario nell’Università di Pisa, è presidente dell’Associazione dei professori universitari della disciplina giuridica del fenomeno religioso (Adec).

Lettera alla Costituzione – Sottotitolo: Con l’ultima lezione di Valerio Onida – Matteo Zuppi – Postfazione di Pierluigi Consorti – Edizioni Dehoniane –  Prima edizione: 19 settembre 2022  – Pagine: 72 – Collana: P6 Lapislazzuli – ISBN: 9788810565186 – Prezzo di copertina: € 10,00

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Marco K Galli – La voragine – OLIGO Editore in Mantova

Marco K Galli – La voragine

OLIGO Editore

Marco K Galli - La voragine - Oligo Editore

Juliette e Nico sembrerebbero due introversi hikikomori, se non fosse che si amano come solo le coppie di ventenni possono fare. Un giorno decidono di recarsi in una villa abbandonata per vivere un’esperienza estrema. Hanno un piano semplice: provare insieme a fare un gioco drammatico. La villa diventa il loro labirinto e loro, anziché essere Arianna e Teseo, si trasformano in un Minotauro. Tra istinti ancestrali e slanci vitalistici, si consuma una storia contemporanea che ha l’andamento della tragedia e il mood di certi dedali tipici della nostra epoca.

UN ROMANZO DI AUTODISTRUZIONE E SALVEZZA DÀ L’ESORDIO COME NARRATORE DI UNO DEI PIÙ IMPORTANTI FUMETTISTI ITALIANI

COPERTINA E ILLUSTRAZIONI ALL’INTERNO DELL’AUTORE

Marco Galli (Montichiari, BS, 1971) è tra i più importanti fumettisti italiani. Per Coconino Press ha pubblicato Oceania boulevard (2013), Nella camera del cuore si nasconde un Elefante (2015), Le chat noir (2017), La notte del corvo (2019), Il nido (2022). Nel 2013 è “Caracter Designer” di Gatta cenerentola, film d’animazione in concorso al festival di Venezia 2017 e nella rosa dei candidati all’Oscar 2018 come miglior film d’animazione italiano. Nel 2016 farà parte del Dylan Dog/ColorFest 16 per Bonelli Editore. Nel 2021 vince il premio “Yellow Kid” come “miglior autore dell’anno” a Lucca Comics & games, con il libro Dentro una scatola di latta (Eris Edizioni).

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La voragine – Marco K Galli

Marco K GalliLa voragineOLIGO Editore – Collana: Oro – Prima edizione: 09/2022 – Pagine: 192 – ISBN: 9791281000049 – Prezzo di copertina: 18,00 €

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Diego Zandel – I confini dell’odio – Gammarò edizioni

I confini dell’odio

Diego Zandel

Prefazione di Andrea Di Consoli

Gammarò edizioni

I confini dell'odio - Diego Zandel - Gammarò edizioni

I confini dell’odio di Diego Zandel è un romanzo provocatorio e avvincente sulla guerra interetnica nella ex Jugoslavia, che ha portato alla dissoluzione della stessa, guerra della quale ricorre il trentennale del suo inizio. Uscito originariamente nel 2002 per i tipi di Aragno, racconta una storia di violenze e di addolorata pietà. Un figlio, Bruno Lednaz, accompagna la salma del padre, che aveva chiesto di essere sepolto a Fiume, sua città natale, allora italiana, poi jugoslava, e oggi, dopo la guerra nei Balcani, croata. Da pochi mesi è stato firmato a Dayton, negli Stati Uniti, l’accordo di pace che sancisce, dopo quattro, lunghi, anni di guerra, la divisione dei territori tra croati, serbi, bosniaci e serbo-bosniaci. Ciò nonostante, ai confini, è ancora vivo l’odio innescato dalla guerra. Bruno se ne accorge quando, in attesa di un posto al cimitero per il padre, decide di accompagnare un parente in Lika, una regione della Croazia. Da quel momento comincia per lui una tragica odissea, che lo porterà a scoprire, attraverso una serie di avventure, passioni, dolori e tradimenti, gli sporchi interessi che si nascondono dietro una guerra. Diego Zandel, conoscitore dei Balcani, tra gli autori del documentario di Rai Cinema “Hotel Sarajevo” sull’assedio della città bosniaca, durato dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996, con questo romanzo ci conduce sui luoghi della guerra per ricordarci, con questa riedizione del romanzo, mentre è in corso un’altra guerra nel cuore dell’Europa, il valore della pace.

Diego ZandelDiego Zandel è nato nel campo profughi di Servigliano da genitori fiumani nel 1948. È autore dei romanzi Massacro per un presidente (Mondadori, 1981), Una storia istriana (Rusconi, 1987, Finalista Premio Napoli 1987), Crociera di sangue (Mondadori,1993), Operazione Venere (Mondadori, 1996), I confini dell’odio (Aragno, 2002), L’uomo di Kos (Hobby&Work, 2004), Il fratello greco (Hacca, 2010), I testimoni muti (Mursia, 2011), Essere Bob Lang (Hacca, 2012), Il Console romeno (2013, Oltre edizioni). Con Giacomo Scotti ha scritto Invito alla lettura di Andric (Mursia, 1981). Suoi racconti compaiono in diverse antologie. È tradotto in Grecia e Croazia.

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I confini dell’odioDiego ZandelGammarò Edizioni – Collana: I classici – Pubblicato il 23/08/2022 – Pagine: 172 – ISBN: 9791280649171 – Prezzo di copertina: € 18.00

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Paolo Grugni – MondoSerpente – Intervista all’Autore -Laurana Editore

Paolo Grugni

Intervista all’Autore di “MondoSerpente”

“Siamo tutti soli quando si tratta di combattere i nostri fantasmi”

di Giuseppe Iannozzi

Paolo Grugni - Mondo serpente- Laurana Editore

1. Paolo Grugni, MondoSerpente uscì nel 2006 per i tipi Alacran Edizioni ed è stato ripubblicato sul finire del 2021 da Laurana Editore. È un romanzo duro e allo stesso tempo cupo, che mi ha ricordato certe atmosfere amare e nere che sono presenti in molti lavori di Giorgio Scerbanenco. Sei d’accordo?

Un paragone importante. Almeno credo, importante. Ma non so rispondere, mai letto una riga.

2. “MondoSerpente” non è un lavoro che si lascia etichettare. Potrebbe essere un thriller ma anche un noir, un pulp e un hard-boiled. Probabilmente è una commistione di più generi letterari. Lo stile che hai adottato, Paolo, è assai particolare, blocchi di prosa ricchi di virgole che vengono chiusi da un punto fermo solo quando non è possibile fare altrimenti. Paolo Grugni, è il tuo stile non poco originale, questo è fuor di dubbio, ma io credo che l’originalità si leghi (anche) a una ragione metanarrativa: Michele Idea, il protagonista principale di “Mondo serpente”, è il tuo alter ego!

Lo definirei un romanzo d’amore e d’odio per tutto quello che circonda il protagonista. Con Michele Idea, ci hai preso, è l’eteronimo che vorrei essere. Ma lui è molto più forte di me, sia fisicamente che psicologicamente. Io sono troppo scarso al confronto, una pallida controfigura.

3. Leggendo questo tuo lavoro, è impossibile non notare il carattere di Michele Idea, un giovane non troppo giovane che vive in una Milano che a lui non piace affatto; Michele è come se camminasse lungo le strade dell’inferno. È sempre a caccia di donne, poi, all’improvviso, incontra una ragazza e perde letteralmente la testa. Michele scrive poesie, poesie che nessuno legge. Ogni capitolo di “MondoSerpente” è introdotto da una poesia. È la tua una scelta atipica che io trovo geniale.

Grazie per il ‘geniale’. Il romanzo mescola prosa, poesia e cinema/teatro, non so se qualcuno l’ha mai fatto prima. E se mai ci sarà un altro pazzo che lo farà. So solo che la Mondadori, dopo averlo comprato, l’ha rifiutato. Non ci avevano capito niente. La Milano che lo circonda è una città disperata come lui, che adora e non sopporta allo stesso tempo.

4. A Milano c’è un killer che uccide, ma non è come tutti gli altri, è una sorta di mummificatore. Angelo Stirpe vuole Serpent, lo vuole a tutti i costi. Vuole vendetta ed è disposto a tutto pur di acciuffarlo. Stirpe incontra Michele Idea, un deejay dotato di un ben strano potere, quello di fiutare la morte. Paolo Grugni, dove hai trovato l’ispirazione per scrivere “MondoSerpente”?

Il romanzo è una metafora su come la società rifiuti i diversi, gli handicappati, la gente borderline, e la metta ai margini. Prima parte dell’ispirazione. La seconda viene dalla ‘sincroncità junghiana’, che nel romanzo diventa il metodo d’indagine. Che però, non essendo un vero metodo perché basato sulla casualità, porta il romanzo stesso a essere fuori da qualsiasi catalogazione.

5. Vescovili, Nuovi Vescovili, Profani sono frutto della tua immaginazione e basta?

Direi di sì, anche se da sempre ci sono oscuri gruppi di potere che tramano nell’ombra. La storia d’Italia ne è piena, vedasi mafia e P2 tanto per fare un esempio. Sono loro che decidono il vero destino dell’Italia. I nostri governi ne sono stati e ne sono pieni.

6. Michele Idea e Angelo Stirpe. I protagonisti di “MondoSerpente” hanno nomi di battesimo importanti; Michele è un nome di origini ebraiche e significa Chi è come Dio; Angelo è un nome latino che significa nunzio, messaggero. Una semplice coincidenza?

In un mondo totalmente oscuro come quello del romanzo, i due portano la luce dove è assente.

MondoSerpente - Paolo Grugni7. “MondoSerpente” è un romanzo che si scaglia contro il potere, contro un po’ tutte le forme di potere. È possibile dire che il tuo lavoro ha un carattere politico ben definito?

Totalmente politico, come sempre. Sempre contro alcuni meccanismi della società che stritola tutto e tutti. Bello che tu lo abbia capito.

8. Serpent è un killer che opera per conto di una setta, diciamo pure così. Questa setta teme che una vecchia profezia possa avverarsi e metter così fine all’impero che, nel corso di un bel po’ di generazioni, essa ha tirato su. Charles Maurice de Tayllerand sosteneva che “il potere logora chi non ce l’ha”, e Serpent, sostanzialmente, è un assassino perché teme di perdere il potere. Hai pensato a qualcuno in particolare per modellare questo personaggio sì tanto crudele, fanatico e superstizioso?

Non so sei ci hai fatto caso, ma i grandi assassini delle Storia, non solo non ci stanno con la testa, ma questo è ovvio, ma spesso sono persone con grandi capacità, ma allo stesso tempo pieni di manie.

9. I tuoi personaggi, anche quelli minori, vivono in una condizione di solitudine che solo vagamente cercano di combattere. Come mai?

Siamo tutti soli quando si tratta di combattere i nostri fantasmi. Ma molti di noi questi fantasmi non li vedono. E Milano non aiuta, manco una pacca sulla spalla. Cazzi tuoi e pedalare.

10. La nuova edizione di “MondoSerpente” (Laurana Editore) accoglie un racconto inedito che vede protagonista Michele Idea. “Quando ero un altro” è una storia che qualcuno potrebbe definire politicamente scorretta, siamo infatti di fronte al rapimento di una bambina rom. Paolo Grugni, lascio che sia tu a dire…

Cinismo e cattiveria pura da qualsiasi parte la si guardi. Ma questa è la vita vera, inutile girarci intorno. Può spaventare, ma ci sta. La politica può solo essere scorretta, altrimenti fa il gioco dei burattinai.

11. Possiamo sperare che Michele Idea tornerà a vivere in uno dei tuoi prossimi lavori?

Certo. Per il 2024 è previsto “Vivere e morire a Berlino”, dove Idea fa il buttafuori nel più grande bordello della città. Aspettatevi di ogni.

12. Paolo Grugni, a breve sarai in libreria con dei nuovi lavori, tra i quali spicca la tua prima raccolta poetica. Puoi darci qualche ragguaglio sulle storie e le poesie che leggeremo?

A fine ottobre torna in una nuova edizione “Darkland”, il mio romanzo sul nazismo. Chi non l’ha già letto si tenga forte, rimarrà basito grazie a quello che apprenderà. Una chiave interpretativa del tutto nuova della terribile dittatura. Verrà anche definitivamente risolto il ‘mistero’: Hitler era o non vegetariano? All’inizio del prossimo anno arriva anche “Pianura pagana” che raccoglie 250 delle mie liriche. Un nuovo modo di fare poesia, o almeno io ci ho provato.

Paolo Grugni su Facebook:

https://www.facebook.com/ilgrugni

Paolo GrugniPaolo Grugni (Milano, 1962). Ha esordito con il romanzo Let it be (Mondadori, 2004; Alacràn, 2007, Laurana, 2017). Ha poi pubblicato Mondoserpente (Alacràn, 2006), Aiutami (Barbera, 2008 e in ebook per Laurana), Italian Sharia (Perdisa, 2010), L’odore acido di quei giorni (Laurana, 2011), La geografia delle piogge (Laurana, 2012), L’Antiesorcista (Novecento Editore, 2015), Darkland (Melville, 2015). È autore inoltre della silloge Frammenti di un odioso discorso (in ebook per Laurana, 2017). Vive e lavora a Berlino.

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MondoSerpente – Paolo Grugni

MondoSerpente – Paolo Grugni – Laurana Editore – Collana Rimmel, 56  – Pubblicazione 11/2021 – Pagine: 271 – ISBN: 9788831984928 – Prezzo di copertina: € 17,00

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Romanzi di Giuseppe Iannozzi: “Il male peggiore” e “La lebbra” (Edizioni Il Foglio) – Disponibili su tutte le librerie online

“Il male peggiore” e “La lebbra”

Due romanzi di Giuseppe Iannozzi

Disponibili su tutte le librerie online

Edizioni Il Foglio

Titolo: Il male peggiore
Sottotitolo: Storie di scrittori e di donne
Autore: Giuseppe Iannozzi
Editore: Edizioni Il Foglio
Pagine 330
ISBN: 9788876067167
Prezzo: 16,00 €

Il male peggiore - Iannozzi Giuseppe - Edizioni il Foglio

IL MALE PEGGIORE. Storie di scrittori e di donne – In questo romanzo si raccontano le storie di tanti celebri scrittori e delle donne che, bene o male, li hanno accompagnati per un pezzo, più o meno lungo, della loro vita: Cesare Pavese e Doris Dowling, J.D. Salinger e Oona O’Neill, Ernest Hemingway e Mary Welsh, H.P. Lovecraft e Sonia Greene, Henry Miller e Anaïs Nin, Hermann Hesse e Ninon, F.W. Nietzsche e Lou von Salomé, Emilio Salgari e Ida Peruzzi…

Chaplin aveva strappato Oona O’Neill dalle braccia di Salinger; e lui, Giacobbe, non era né l’uno né l’altro, ma Liliana si era portata via da lui […] In fondo Salgàri si era tolto di mezzo perché, per tutta la vita, era stato pure lui un mollaccione, uno che scriveva, uno che non guadagnava mai abbastanza nonostante sgobbasse da mane a sera; e che importava se aveva avuto dei figli da Ida Peruzzi, se questa era finita presto in manicomio. […] Ricordava con una certa nettezza quando, per l’ultima volta, l’aveva incontrato al Caffè Platti di Torino, in quel caffè che non c’è più e che in altri tempi aveva visto fra la sua clientela Luigi Einaudi, Cesare Pavese, Mario Soldati, i coniugi Natalia e Leone Ginzburg, Norberto Bobbio e molti altri nomi celebri. […] Friedrich Willem Nietzsche aveva corteggiato Lou von Salomé e lei si era presa gioco del suo cuore e della sua genialità. E Nietzsche, con tutto il suo carico di dolore, nonostante l’intelligenza e l’acume spropositato, pian piano avevo ceduto alla pazzia per finire in un cazzo di manicomio a mangiare i suoi stessi escrementi. (Leggi di più su Il blog del Foglio)

Titolo: La lebbra
Autore: Giuseppe Iannozzi
Editore: Edizioni Il Foglio
Pagine 150
IISBN 9788876064548
Prezzo: 14,00 €

La lebbra - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

Martino, dal profondo Sud, dopo la morte dei genitori, decide di cercare fortuna a Torino. Martino disprezza l’Islam e il mondo musulmano; ha letto un solo libro, il sermone (“La rabbia e l’orgoglio”) di Oriana Fallaci. Martino ignora però le cause che hanno scatenato l’11 settembre. Si innamora di Aidha, una ragazza musulmana, ma Aidha è un’esca per prenderlo in trappola. Un noir esistenzialista che strizza l’occhio a Boris Vian.

Giuseppe IannozziIannozzi Giuseppe: (Torino, 1972) è scrittore, giornalista, critico letterario e blogger. È autore dei romanzi Angeli caduti (Cicorivolta edizioni, 2012), L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni, 2013), La cattiva strada (Cicorivolta edizioni, 2014), La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2013). Nel 2016 ha curato e tradotto gli apocrifi bukowskiani Bukowski, racconta! (Edizioni Il Foglio, 2016); nel 2017 ha pubblicato la sua prima antologia poetica, Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen (Edizioni Il Foglio). Ha inoltre scritto introduzioni e critiche per diversi autori: Celeste Bruno, Kyara, Francesco De Nigris, Felice Muolo, Dario Arkel, etc. etc. Attualmente collabora con diverse testate online e non.

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“Danza la notte nelle tue pupille”, la poesia orfica di Maria Teresa Liuzzo – recensione di Giuseppe Iannozzi

Maria Teresa Liuzzo riscopre la poesia orfica

Danza la notte nelle tue pupille

di Giuseppe Iannozzi

Danza la notte nelle tue pupille - Maria Teresa Liuzzo - Postfazione di Mauro D'Castelli - A.G.A.R. Editrice

La poesia (dal greco antico ποίησις, poiesis) è «creazione», è la capacità del poeta di far arrivare al pubblico concetti e stati d’animo. Che cosa è la poesia? Esiste una definizione universalmente accettata da tutti? August Strindberg è dell’avviso che essa «non è la realtà, ma più della realtà… Non è un sogno, ma sognare da svegli». E George Steiner, saggista e critico letterario, par non nutrire alcun dubbio, la sua definizione circa l’atto creativo è molto precisa e mette un po’ di ordine là dove è davvero difficile spazzar via le incertezze: «Il linguaggio è una creazione costante di mondi alternativi. […] L’incertezza di significato è poesia incipiente». E Mario Soldati ci spiega che, oggi, poetare è una sorta di necessità non rimandabile, perché la società moderna, la nostra, avrebbe perso la religione: «Tutto il mondo soffre di avere perduto la religione. E quasi tutta la poesia di oggi non è, in un modo o nell’altro, che il rimpianto di una religione perduta».

“Danza la notte nelle tue pupille” (A.G.A.R. Editrice, Reggio Calabria, 2022) è la nuova silloge poetica di Maria Teresa Liuzzo, che in questo lavoro canta l’amore, o meglio, canta l’amore per la vita declinandolo in una dimensione orfica: “Calda come il mosto/ in un bacio di sole/ la mia bocca involta./ La poesia canta la vita:/ una danza di forme/ con mille aspetti,/ una vampa di tigre/ un’ugola d’alba,/ che nutre l’amore/ di brezze e cieli.” Ecco, troviamo nella poesia di Maria Teresa Liuzzo la tendenza a costruire espressioni liriche in cui viene esaltato il valore magico e oscuro delle parole: “Asole buie/ nei lembi della pagina/ s’aprono come labbra/ ai morsi della notte,/ al paziente corpo del Caos./ Ma tu che hai mani di fuoco/ mettile in fuga,/ nel ritmo naturale, nella vetta,/ nel cono terminale Etna,/ svolate alla scottante pietra lavica/ tra i pulvini di saponaria, astràgalo/ nell’abbondanza delle grandi altezze/ e vestimi di oceani chiari di cielo./ Fa’ che il mio dissepolto cuore sia/ un geranio acceso di rivelazioni,/ un filosofico sandalo di bronzo/ a esito visivo della grande scena./ Danza la notte nelle mie pupille.” La poetessa richiama la figura del filosofo Empedocle, definito da Aristotele come il padre della retorica. Empedocle, noto per la sua oratoria, si diceva fosse (anche) un mago, e veniva pregato come un dio: «Scoppiata una pestilenza fra gli abitanti di Selinunte per il fetore derivante dal vicino fiume, sì che essi stessi perivano e le donne soffrivano nel partorire, Empedocle pensò allora di portare in quel luogo a proprie spese (le acque di) altri due fiumi di quelli vicini: con questa mistione le acque divennero dolci. Così cessò la pestilenza e mentre i Selinuntini banchettavano presso il fiume, apparve Empedocle; essi balzarono, gli si prostrarono e lo pregarono come un dio. Volle poi confermare quest’opinione di sé e si lanciò nel fuoco». (Diogene Laerzio, VIII. 60, 70, 69, e altri). Casomai ce ne fosse bisogno, la conferma che la poesia di Maria Teresa Liuzzo è votata a un orfismo d’impronta cristiana, la troviamo in questi suoi versi: “Cesto d’autunno:/ nei grassi suoi colori/ la vita dell’uomo,/ nel cuore/ la musica degli angeli:”

Nella postfazione di Mauro D’Castelli – che è una vera e propria disamina intorno alle tematiche liuzziane – possiamo leggere: «[…] La poetessa cerca la verità in sé e negli altri. E la cerca nella memoria. Mai una verità a posteriori, un inserto, ma neppure una verità solo intima, nascosta, implicita. […]». La voce della poetessa Maria Teresa Liuzzo riscopre la bellezza delle parole avvolte nel mistero, non dimentica però di inserire simboli prettamente cristiani, e d’altro canto non potrebbe essere diversamente: l’orfismo, come ben dovremmo sapere, ha influenzato anche il cristianesimo, quello più antico e forse più vicino agli uomini che non potevano non amare la loro propria terra: “Biancore di Gabbiani/ nel penitenziario dell’ora,/ croci nel petto/ rendono sacra la vita. […]” “Danza la notte nelle tue pupille” (A.G.A.R. Editrice, Reggio Calabria, 2022) di Maria Teresa Liuzzo è un alto esempio di poesia contemporanea, che accoglie alcune importanti radici della cultura occidentale, e sempre, con amorevole rispetto, la poetessa le riattualizza.

Maria Teresa Liuzzo

Maria Teresa Liuzzo è nata nel 1956 a Saline di Montebello Jonico e vive a Reggio Calabria, città dove ha studiato. Nel 1970 ha pubblicato la sua prima lirica su Il letterato di Cosenza. Dal 1975 sue liriche compaiono su varie antologie come PoesieCaducità del tempoScrittori del MessaggioAntologia per Alba Florio, ecc. La sua vasta produzione poetica ha varcato i confini nazionali e alcune sue opere sono state tradotte in rumeno e in inglese. La sua silloge Genesis (1997) è stata tradotta e pubblicata (con testo inglese a fronte) dal poeta irlandese Peter Russell. Le sue raccolte poetiche sono: Radici (1992); Psiche (1993, prefazione di Antonio Piromalli), Apeiron (1995, prefazione di Romeo Magherescu), Umanità  (1996, prefazione di Peter Russell), Eutanasia d’Utopia (1997, prefazione di Vincenzo Rossi), Autopsia d’Immagine  (1999, prefazione di Antonio Crecchia), L’acqua è battito lento (2001), Genesis  (2008, presentazione e testo in lingua inglese di Peter Russell), L’ombra affamata della madre  (2022, A.G.A.R. Editrice), Prestigiosi i premi che le sono stati attribuiti; fra di essi spiccano il “Primo Premio Internazionale di Poesia Alba Florio” del 1983, il “Premio alla Cultura” consegnatole dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 1994 e nuovamente nel 1996, e il “Primo Premio Internazionale di Poesia Eugenio Frate” (1997). All’estero, nel 1983, le è stato conferito il premio dell’Associazione “Calabresi nel Mondo” di New York. È stata segnalata nelle loro opere critiche da insigni studiosi come A. Piromalli, V. Rossi, P. Crupi, S. Veltre, P. Borruto e S. Demarchi. Molti noti scrittori si sono interessati alla sua poesia. Le sue ultime opere di narrativa pubblicate sono: ...E adesso parlo! (2019, A.G.A.R. Editrice), Non dirmi che ho amato il vento! (2021, A.G.A.R. Editrice), L’ombra affamata della madre  (2022, A.G.A.R. Editrice),.

Danza la notte nelle tue pupilleMaria Teresa Liuzzo – Postfazione di Mauro D’Castelli – A.G.A.R. Editrice – Prima edizione: aprile 20222 – Pagine: 124

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“La poesia seppellirà il mondo!” – intervista a Roberta Castoldi per “La formula dell’orizzonte” (Anima Mundi Edizioni)

La formula dell’orizzonte

Roberta Castoldi

“La poesia seppellirà il mondo!”

di Giuseppe Iannozzi

Roberta Castoldi è poetessa e musicista che non ha bisogno di tante presentazioni! È la sorella di Morgan, e per lei scrivere poesia è dare un senso alla vita, è una necessità. Nel 2007 è uscito Il bianco e la conversazione (Marietti Editore) a cura di Davide Rondoni. Dopo un silenzio durato circa quindici anni, l’Artista torna sulla scena editoriale con una nuova silloge poetica, “La formula dell’orizzonte” (Anima Mundi Edizioni). Nel corso degli anni, le poesie di Roberta Castoldi sono state ospitate su importanti antologie e riviste di settore: I poeti di vent’anni (antologia, La Stampa, 2000) curata da Mario Santagostini e Maurizio Cucchi, Panta Editoria (2001) curata da Elisabetta Sgarbi e Laura Lepri, ClanDestino (2001) diretta da Davide Rondoni, Quadernetto (2002) di Simone Martinello, Poesia, Intersezioni (2003, Il Mulino) diretta da Ezio Raimondi, etc.

“La formula dell’orizzonte” di Roberta Castoldi è una silloge ricca di profonda ispirazione, un lavoro pienamente maturo che disegna le tante sollecitazioni che dall’orizzonte arrivano allo spirito, alla mente e al corpo.

Roberta Castoldi

1. Roberta Castoldi, “La formula dell’orizzonte” (Anima Mundi Edizioni) segna il tuo ritorno alla poesia dopo circa quindici anni. Quale urgenza interiore ti ha spinta ad abbracciare Apollo?

Non ho mai smesso di scrivere. Dopo 15 anni una nuova pubblicazione, ma la scrittura è sempre presente nella mia vita. A volte meno, perché il quotidiano mi schiaccia e non trovo nulla che valga la pena di conservare, a volte invece il mio stato d’animo, le circostanze e la combinazione di questi mi invitano con insistenza a dire. E io sono felice di farlo. Scrivo se ho acutezza d’animo, disponibilità a guardare le cose, quelle belle, quelle non belle. E l’acutezza d’animo in me si presenta quando vivo intensamente.

Roberta Castoldi - La formula dell'orizzonte - Anima Mundi Edizioni

2. Qual è la caratteristica precipua delle poesie raccolte in “La formula dell’orizzonte”?

Apertura, senso di perdita ma anche concentrazione. Un’apertura che diviene sempre più intima.

3. Se ho ben compreso, l’orizzonte è per te un limite mobile, ma bisogna avere un grande spirito di osservazione e occhi molto buoni, e la consapevolezza che, prima o poi, incontreremo un orizzonte che non potremo sondare.

Non possiamo mai sondare l’orizzonte. Si sposta con noi, non è mai raggiungibile. Ma ci orienta, ci dà un fine, che non è mai chiusura. È una presenza talmente lontana da essere quasi percepita come assente. Nella mia vita convivo con tante assenze.

4. I tuoi versi si avvalgono di una punteggiatura essenziale. Siamo di fronte a una scelta stilistica ben precisa che è forse legata a…

La punteggiatura, così come il verso, rispondono a qualcosa di molto deciso, che è il ritmo dei concetti, delle frasi, delle parole. Questi hanno una pulsazione loro propria. Nessun segno in poesia è arbitrario, pena l’inesattezza, oppure l’allontanamento da quanto deve essere espresso.

Roberta Castoldi

5. Hai iniziato molto presto a poetare. La tua prima silloge “La scomparsa” (LietoColle, 1999), prefazione di Franco Loi e illustrazioni di Dominique Degli Esposti, fu molto bene accolta. Nel corso degli anni, molti tuoi scritti sono apparsi su importanti riviste di settore (Panta Editoria, ClanDestino, Quadernetto, Intersezioni…). Roberta Castoldi, quali sono stati i poeti che hai maggiormente amato? Che cosa ti hanno dato, che cosa hai imparato da loro?

Ho amato tanto i poeti greci, Omero, Esiodo, i lirici. Tradurli mi conduce a gioire della loro precisione, della vividezza delle immagini pulsanti. Amo anche tanto i latino: Virgilio, Ovidio, Catullo. Amo Dante, Petrarca, Shakespeare, Baudelaire, Dickinson, Whitman, Rilke …e centinaia di altri. I poeti italiani come Cristina Campo, Amelia Rosselli, Antonia Pozzi…. E su tutti Franco Loi. Amico, maestro. Cosa mi hanno dato e cosa mi danno? Potere, forza, intelligenza, amore. Ma leggo molto anche i filosofi e credo che la loro scrittura raggiunga altezze e abissi così come lo fa la poesia.

6. Roberta Castoldi, tu sei anche una musicista, una violoncellista di gran talento. La musica è in qualche modo legata al tuo sentire, al tuo modo di creare immagini poetiche? Sì, la musica è sempre presente nella mia vita, in quello che scrivo. L’ascolto della musica funziona per me come apertura verso il mio stesso mondo. La musica ha il potere di condurmi verso me stessa, e tanto più sono vicina a me stessa, quanto più sono capace di vedere il mondo, gli altri, le cose.

7. Nel corso degli anni è cambiato il tuo modo di poetare? In che modo?

Forse. Sento la mia scrittura più malleabile.

Roberta Castoldi - La formula dell'orizzonte - Anima Mundi Edizioni

8. La poesia nasce dalla spontaneità o da una profonda meditazione?

Nasce da una profonda meditazione che porta con sé fresca spontaneità. La spontaneità è un risultato. Non è il punto di partenza. Riuscire ad essere spontanei significa avere tolto di mezzo tutto ciò che è costruito, incrostato, sopra a noi stessi e alle cose. 9. Quanto tempo ti hanno preso le poesie che sono in “La formula dell’orizzonte”? Diversi anni. Scrivo, riscrivo. Dimentico, ritrovo.

10. La poesia salverà il mondo o lo seppellirà?

Lo seppellirà, perché sarà l’unica presente al suo funerale! Ne officerà le esequie, piangerà per lui, ma sopravviverà e sarà capace di sognare un mondo nuovo.

Limite definito e vaghezza infinitesimale presenza indissolubilmente legata alla mia percezione e lontananza più remota promessa di un arrivo e irraggiungibilità consolazione e esercizio di assenza limite del presente e slancio aperto al futuro.

Roberta Castoldi

Roberta Castoldi – Sito ufficiale

www.robertacastoldi.it

Roberta Castoldi (1971) è poetessa e musicista. Si occupa di progetti in ambito culturale e scolastico. La scomparsa è il suo primo libro di versi, pubblicato nel 1999 con una prefazione di Franco Loi. Nel 2007 è uscito Il bianco e la conversazione a cura di Davide Rondoni (Marietti Editore). Sue poesie sono apparse nelle antologie I poeti di vent’anni a cura di Mario Santagostini e Maurizio Cucchi (La Stampa, 2000), Melodie della terra. Novecento e natura, a cura di Plinio Perilli (Crocetti, 1998) e nelle riviste PoesiaIntersezioni (Il Mulino) e PantaEditoria a cura di Elisabetta Sgarbi e Laura Lepri. Ha curato per Einaudi Il libro di Morgan (2015) e tradotto saggi di filosofi francesi contemporanei come Baldine Saint-Girons e Jean-Jacques Wunenburger. Collabora con la rivista online Alberoni Magazine e con il mensile LEI Style, per cui cura la rubrica Corpo di Bacco: l’arte dell’incantamento. Come violoncellista ha lavorato con molti artisti italiani e stranieri tra cui Afterhours, Bluvertigo, David Byrne, John Parish, Cesare Basile, Soledonna, Cristina Donà.

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La formula dell’orizzonte – Roberta Castoldi

La formula dell’orizzonteRoberta CastoldiAnima Mundi Edizioni – Collana: Cantus firmus (diretta da Franca Mancinelli e Rossana Abis) – Prima edizione: luglio 2022 – ISBN: 9791280837042 – Pagine 136 – Prezzo di copertina: 13 €

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André Wénin – Non di solo pane… Violenza e alleanza nella Bibbia. Nuova edizione – Dehoniane

André Wénin – Non di solo pane… Violenza e alleanza nella Bibbia. Nuova edizione – Dehoniane

André Wénin - Non di solo pane… Violenza e alleanza nella Bibbia. Nuova edizione - Dehoniane

Descrizione

Il pasto è un evento altamente simbolico. Attorno alla mensa, nei pasti in famiglia o tra amici, nei pranzi d’affari o nei banchetti diplomatici, si vivono, si nutrono e si tradiscono i rapporti umani e sociali. L’atto del mangiare presenta inoltre un legame intrinseco con la violenza, poiché consiste in una modalità di appropriarsi del cibo che implica una distruzione. Anche nella Bibbia il cibo occupa fin dalle prime pagine una posizione strategica. La disposizione del Creatore riguardo al menù vegetale dei viventi (cf. Gen 1,29-30) suggerisce che il cibo è il luogo simbolico di una scelta tra violenza e mitezza, che occorre limitare la violenza per rispettare la vita. Quando Dio fa dell’uomo un essere in relazione, gli ordina di non mangiare tutto quello che viene dato (Gen 2,16-17), lasciando una possibilità alla riconoscenza e alla condivisione. Per vivere non basta infatti mangiare: è altrettanto necessario intrattenere rapporti con gli altri, convertire in mitezza le proprie forze brute per aprire un posto all’altro in vista dello scambio e della relazione. In questo studio André Wénin, tra i più acuti interpreti del testo biblico del nostro tempo, anticipa i maggiori temi delle sue ulteriori ricerche, in un percorso di lettura dell’Antico Testamento che annoda in modo fecondo e affascinante Bibbia e antropologia.

Sommario

Prefazione alla seconda edizione. Introduzione.  I. Cibi proibiti (Gen 1-11).  II. Il pastore e il pane: figure bibliche.  III. I pasti e la storia.  Bibliografia.

Note sull’autore

André Wénin

André Wénin è professore emerito di Antico Testamento e di Ebraico biblico all’Università cattolica di Louvain-la-Neuve. Per EDB ha pubblicato di recente: Abramo e l’educazione divina (2017), Salmi censurati (2017), Il miracolo del mare (2019), Dieci parole per vivere (2019), Abramo (2019) e Il libro dei Giudici (2021).

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Non di solo pane… – André Wénin

Non di solo pane… –  Sottotitolo: Violenza e alleanza nella Bibbia. Nuova edizioneAndré Wénin – Traduttore: Elena Di Pede – Dehoniane – Collana: A5 Epifania della Parola – Pubblicazione 15 luglio 2022 – Pagine: 264 – ISBN: 9788810403136 – Prezzo di copertina:; € 28,00

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Swinging Stravinskij – Biagio Biagini – Oligo editore

Swinging Stravinskij

Biagio Biagini

L’incontro tra Igor Stravinsky e Benny Goodman

OLIGO Editore

Swinging Stravinskij - Biagio Biagini - Oligo editore

L’incontro tra il compositore russo Igor Stravinsky e il clarinettista americano Benny Goodman. Un viaggio da San Pietroburgo a New York. Sullo sfondo, la nascita del jazz americano. In mezzo, tra i salotti di Coco Chanel e i film dei Fratelli Marx, un coro di mille anime che hanno il volto dei balletti russi e delle prime orchestre sui battelli. A 140 anni dalla nascita di Stravinsky, un romanzo sulla nascita del jazz.

Dichiara l’autore: «Questa storia è nata trent’anni fa come nascono le operazioni creative, cioè per la volontà di scrivere a partire da una pista iniziale. Mi sono lasciato sedurre dal fascino della complessità dei linguaggi musicali, dall’altisonanza dei nomi e dalla prospettiva, che trovavo stimolante, di mettere a confronto mondi apparentemente lontani per trovare un punto di fusione. E ho trovato, lì nel mezzo delle partiture musicali, una figura diabolica e insieme umana, che cercava disperatamente di fare da deus ex machina.»

Igor Stravinsky

Biagio Bagini è stato autore radiofonico per Rai2 e come scrittore di libri per l’infanzia ha pubblicato per le maggiori case editrici del settore. La spiccata sensibilità animalista e l’attenzione ai temi ambientali ha orientato la sua produzione più recente, volta a un’originale narrativa con trama saggistica e taglio umoristico. Grande appassionato di musica, oltreché suonatore di verdure nel Conciorto, ha pubblicato raccolte di racconti sul pop e sul jazz, con divagazioni nella storia musicale del Novecento.

Benny Goodman

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Swinging Stravinsky – Biagio Biagini

Swinging StravinskyBiagio Biagini – OLIGO Editore – Collana: Narrativa – Prima edizione: giugno 2022 – Pagine: 196 – ISBN: 9788885723993 – Prezzo di copertina: 16,90 €

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Come d’Arco scocca: Il castello di Arco nei secoli in 13 racconti – AA.VV. – a cura di Giancarlo Narciso – Borderfiction Edizioni

Come d’Arco scocca

Il castello di Arco nei secoli in 13 racconti

a cura di Giancarlo Narciso

Borderfiction Edizioni

Come d'Arco scocca: Il castello di Arco nei secoli in 13 racconti - a cura di Giancarlo Narciso - Borderfiction Edizioni

Come d’Arco scocca. Perché, innanzitutto, questo titolo dalle evidenti assonanze con la celebre frase Senza cozzar dirocco con cui il Vate volle celebrare il Genio di uno dei più significativi personaggi della Storia di Arco, il pioniere dell’aeronautica Gianni Caproni? Perché questo libro vuole colpire come una freccia, idealmente scoccata dai merli del castello di Arco, a tracciare il filo di tredici racconti ambientati in diversi momenti della sua Storia. E perché un’antologia dedicata un castello? Per l’assoluta eccezionalità di questa straordinaria opera d’ingegneria militare, che da mille anni e forse più domina un paesaggio di struggente bellezza e alla quale il borgo di Arco deve la ragione stessa della sua esistenza. Circondato da olivi, affacciato sull’ammaliante entroterra di quel miracolo della natura che è il lago di Arco, qui così simile a un fiordo norvegese e al tempo, così dolcemente mediterraneo, il castello di Arco ha segnato la Storia del Tirolo Meridionale, colpendo la mente di illustri visitatori i quali, avventuratisi nel corso dei secoli in queste contrade, hanno voluto rendergli omaggio. A replicare questo omaggio è oggi un manipolo di celebri autori che hanno voluto rappresentarcelo nei momenti più salienti della sua Storia, ridando vita a personaggi reali come Cubitosa, rinchiusa nella prigione del Sasso, o Antonio d’Arco, trucidato nel cortile del Castello e di cui si dice che il fantasma infesti ancora il luogo del delitto; ricordandoci la folle impresa veneziana delle galeas per montes o i saccheggi delle truppe del maresciallo Vendôme; dipingendo momenti salienti del XIX, dal mancato arrivo nella piana dei Volontari Italiani, vittoriosi a Bezzecca, alla nascita del Kurort mitteleuropeo, che vedeva Arco frequentata da teste coronate provenienti da ogni parte d’Europa; dall’imminente annessione al Regno d’Italia, al Fascismo e, infine, a quel breve periodo, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, quando il Trentino era stato annesso alla Germania e governato dal Gauleiter austriaco Franz Hofer. Tredici racconti segnati da una sorprendente accuratezza storica e scanditi da un ritmo teso e coinvolgente che svela la mano esperta di riconosciuti maestri del thriller.

Giancarlo NarcisoGiancarlo Narciso – Vincitore del prestigioso premio Scerbanenco per il miglior noir italiano nel 2006 con «Incontro a Daunanda» e, nel 1998, del Premio Tedeschi con «Singapore Sling», Giancarlo Narciso aggiunge al suo arco titoli come «Sankhara», (Finalista Premio Scerbanenco 2002), «Otherside» (terzo classificato Premio Azzeccagarbugli 2011), «Solo Fango», «I Guardiani di Wirikuta», «Un’ombra anche tu come me», «Le zanzare di Zanzibar», «Un nome su una lista», oltre a «Chi lotta coi mostri», una raccolta di quattro spy-story in formato novelette. Con lo pseudonimo di Jack Morisco ha firmato per Segretissimo Mondadori la serie di Banshee, che include finora i romanzi «Alba Rossa a West Papua», «Dossier 636», «Manila Sunrise», «L’arma birmana», «Le tigri e il leone», «Furia a Lombok».

Racconti di

Maurilio Barozzi, Andrea Carlo Cappi, Alfredo Colitto, Patrizia Debicke, Leonardo Gori, Giulio Leoni, Gian Luca Margheriti, Giancarlo Narciso, Pierluigi Porazzi, Renzo Saffi, Claudia Salvatori, Giada Trebeschi.

Borderfiction Edizioni nasce in ricordo di Granata Press, la leggendaria casa editrice bolognese che nei primi anni ’90 ha rivoluzionato la letteratura di genere sdoganando l’allora nascente fenomeno del Noir italiano. Fondata e diretta dal vulcanico e visionario Luigi Bernardi, Granata Press ha costituito un punto di riferimento per autori come Carlo Lucarelli, Marcello Fois, Giuseppe Ferrandino, Alda Teodorani, Pino Cacucci, Giancarlo Narciso, Filippo Scozzari, Leo Malet, Paco Ignacio Taibo, Didier Daeninckx, Patrick Rayal, Jean Patrick Manchette e tanti altri.

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Come d’arco scocca – AA.VV

Come d’arco scocca – AA.VV. – formato Kindle

Come d’Arco scocca: Il castello di Arco nei secoli in 13 raccontiAA.VV. – a cura di Giancarlo NarcisoBorderfiction Edizioni – Prima edizione: maggio 2022 – Pagine: 383 – ISBN: ‎9791280916273 – Prezzo di copertina: 17,95 Euro – Formato Kindle: 6,90: Euro

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